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14/11/2011 - Cresce l'e-commerce italiano secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano

MILANO | Buone notizie dall’e-commerce nostrano. Secondo i dati dell’Osservatorio e-commerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano -, il valore del commercio elettronico “al dettaglio” è cresciuto del 20% nel 2011.

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Per il terzo anno consecutivo crescono più i prodotti (+24%) dei servizi (+18%), nonostante i secondi pesino ancora per i due terzi sul totale del settore. Abbigliamento ed Editoria, musica e audiovisivi i comparti che fanno registrare la crescita più elevata con +38% e +35% rispettivamente. Crescono bene anche l’Informatica, l’elettronica di consumo e le Assicurazioni (+22% per ognuno) e il Turismo (+13% ) che, da solo, vale quasi metà delle vendite online. 

Cresce anche la quota dell’e-commerce rispetto al totale delle vendite al consumo toccando il 2% del complessivo e, a questo proposito sarebbe interessante rivedere i dati dopo il periodo natalizio, storico banco di prova per i commercianti. 

Nel 2011 circa 9 milioni di persone, quasi 1 ogni 3 utenti Internet, hanno acquistato da shop online. La spesa annua per ciascuno di loro, inoltre, ha superato quota mille euro. In leggero calo (-6% circa) lo scontrino medio che resta comunque sopra i 210 euro. Triplica (+210% rispetto al 2010) il valore del m-commerce che supera gli 80 milioni di euro, pari all’1% delle vendite online. 

La Ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano ha misurato il valore delle vendite, intese come valore complessivo dei beni transati, analizzando i fatturati dei principali operatori italiani, sentiti tramite interviste dirette e i fatturati degli operatori minori, raccolti sulla base di survey. 

I servizi, in particolare assicurativi e turistici, pesano ancora per i due terzi del settore (5.383 miliardi di euro contro 2.758) ma i prodotti, come detto, crescono. In particolare, l’effetto “Amazon”, ovvero la spinta all’e-commerce dovuta all’apertura della filiale italiana dell’e-shop americano è stata accompagnata dall’altissima crescita di siti di couponing come Groupon, Glamoo, Groupalia, LetsBonus, Jumpin, Poinx e dall’e-commerce dei siti della grande distribuzione. 

Nonostante la differenza in valore assoluto con gli altri mercati europei sia ancora rilevante - il mercato italiano è un sesto di quello inglese (oltre 51 miliardi di euro), un quarto di quello tedesco (34 miliardi) e meno della metà di quello francese (20 miliardi) - l’e-commerce nostrano rivela un buono stato di salute e cresce a ritmi quasi doppi rispetto a Gran Bretagna (+10%), Francia (+12%), Germania (+10%) e USA (+11%). L’export – l’acquisto dall’estero su siti italiani - cresce del 32% passando da poco più di 1 miliardo di euro del 2010 a quasi 1,4 nel 2011 e guadagna sull’import che passa dai 2,2 miliardi del 2010 ai 2,5 miliardi del 2011. A incidere su questo risultato i buoni risultati di Alitalia, Trenitalia e Venere e l’ottima crescita registrata dall’Abbigliamento, settore che, grazie alla spiccata propensione alle esportazioni, realizza oltre il 50% del proprio transato oltre confine. 

È proprio l’Abbigliamento (+38%) il comparto che cresce di più grazie alle buone performance di Yoox.com, agevolate dalle realizzazioni di The Corner, i mini siti Yoox per i brand di moda. Ma soprattutto dei siti di private sales (BuyVIP, Privalia, Saldiprivati). Da segnalare, oltre ai “soliti” (Editoria e Informatica) il Grocery, con un tasso di crescita del 17%. 

A cura di VALERIO MARI